Forse non ha senso domandarti
chi sei, da dove vieni,
perché io vengo da te,
lungamente atteso amato perduto
nel furore ingenuo
dei tuoi primi anni di donna.
E non ero solo un’appendice di te,
un sorriso che urla,
un ritardo sul calendario,
bensì un impasto informe
che stranamente hai abbandonato
sulla scale d’un ottobre assolato.
Generare rimorsi impotenti
è un vezzo che ti hanno concesso
anni lunghi e volti addolorati,
appoggiati ai cuscini della tua coscienza.
Non aver dato mai forma
a quell’impasto di carne creato in te
è una specie di morbido supplizio,
il mio più inconsapevole dono.
dalla silloge: G.Barreca, La giostra difettosa, Edizioni Lieto Colle 2009
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